Consapevolezza: realtà e falsi ricordi

Consapevolezza

 

REALTÀ E FALSI RICORDI

Cosa accade quando un evento diventa un ricordo?

 

di Francesco Franz Amato

Da un punto di vista strettamente “tecnico”, il modo in cui i nostri ricordi si fissano nella nostra memoria è molto complesso.
La cosa importante da notare però è che, sebbene i ricordi vengano memorizzati in modo integrale (quindi con tutto il corredo sensoriale), la stessa cosa non vale per l’accesso agli stessi.
In buona sostanza, tutto quello che viene percepito dai nostri sensi viene registrato accuratamente dal nostro cervello ma non tutte queste informazioni sono recuperabili. Inoltre, le stesse sono soggette a cambiamento dinamico nel tempo. Il che implica, in estrema sintesi, che un qualunque ricordo può non essere affatto riferito ad un accadimento reale.
Esistono molti “falsi ricordi”, che riguardano sogni, pensieri o immaginazioni, e che quindi non hanno alcuna attinenza con la realtà così come è accaduta.
Il problema nasce quando non siamo in grado di distinguerli dai ricordi “veri”, ovvero da quelli che riguardano fatti ed eventi realmente accaduti.
Esistono molti modi e tecniche per fissare i ricordi in modo permanente, ma si tratta di sistemi che richiedono uno sforzo consapevole, oltre che la conoscenza della tecnica corretta.
Per la persona comune, il ricordo si fissa in corrispondenza di uno stimolo emotivo. Ma quello che viene fissato è molto spesso corredato dall’analisi dei fatti che viene sempre operata dalla nostra mente sulla base delle nostre convinzioni, esperienze, nozioni. In assenza di un corretto livello di presenza quindi, quello che resta in memoria non è il fatto in sé ma la nostra esperienza soggettiva di quest’ultimo.
In presenza di patologie mentali, ma anche solo di condizioni di stress, fisico o psicologico, la creazione di un falso ricordo, anche a posteriori, quindi come risultato di una modifica della memoria successiva alla registrazione mnemonica originale, è un fatto assodato e comunemente riconosciuto.
Non possiamo esimerci dal basarci sulla memoria. Ma quello che possiamo (e dobbiamo) fare è considerare sempre l’inattendibilità di questo strumento biologico.
Lo sviluppo di uno stato di maggior presenza, anche quando non assoluta, è la miglior garanzia contro la creazione di questi falsi ricordi, il cui impatto sulla nostra vita lavorativa, sociale, affettiva e relazionale può essere anche molto importante.

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