Lo Yoga del Bardo e la morte mistica

LO YOGA DEL BARDO E LA MORTE MISTICA

mini-stage Intensivo di Meditazione

tratta dal Libro Tibetano dei Morti

24 gennaio 2016

21 febbraio 2016

20 marzo 2016

9 aprile 2016

14 maggio 2016

12 giugno 2016

dalle 14,30 alle 17,30

cropped-27.jpgL’essenza dell’eternità è la capacità di durare, l’essenza del mondo è l’ordine,
l’essenza del tempo è la trasformazione, e l’essenza della nascita è “vita e morte”.
Ermete Trismegisto

Il termine “Bardo” significa “transito” o “stato intermedio”. Il Bardo Tosgrol o “Libro Tibetano dei Morti” è un prezioso trattato della tradizione del buddhismo Vajrayana.  In esso sono custodite istruzioni che vengono recitate all’orecchio dei morenti nel momento del trapasso. È noto anche come “grande liberazione attraverso l’udire”. Si dice, infatti, che sia sufficiente essere stati iniziati anche una sola volta nella vita, per non avere paura durante il bardo (ossia durante il “transito”) dalla vita nella dimensione terrena alla morte.

Per comprendere il testo, occorre innanzitutto comprendere alcuni principi basilari del Buddhismo: l’Illuminazione e il Karma.

Secondo la filosofia buddhista, l’essere umano ignora la vera natura dell’esistenza e vive immerso nell’illusione. Scopo primario dell’uomo è, dunque, raggiungere l’Illuminazione, cioè la piena coscienza dell’irrealtà del mondo sensibile e di Sé.

Il buddhismo ha inoltre fatto suo il concetto induista secondo il quale, durante la vita, l’uomo accumula karma (ciò che ci accade in funzioni delle azioni che compiamo o che non compiamo), che è causa delle ri-nascite.  Attraverso la reincarnazione, poi, con una nuova vita, otteniamo anche una nuova possibilità di purificarci dal debito karmico accumulato, fino alla liberazione finale.

La recita del Bardo Tosgrol al morente è un tentativo di fargli raggiungere l’illuminazione proprio mentre si trova nello stato di Bardo (cioè nell’intervallo di tempo che precede una nuova rinascita)  o, nel caso l’illuminazione non fosse possibile, di fargli almeno ottenere una buona rinascita, come essere umano dotato di tutte quelle qualità che potrebbero consentirgli di raggiungere l’illuminazione nella nuova vita.

In funzione del suo significato, E’ un “Bardo“, ad esempio, il passaggio dalle veglia al sonno o dal sonno alla veglia, il passaggio da uno stato di tristezza ad uno di felicità, dalla malattia alla salute; è un “Bardo” anche la fine di un respiro o di un pensiero, prima che il successivo inizi.

Sperimentiamo il “Bardo” in vita in numerose occasioni. Per esempio, ogni volta che una situazione vecchia volge al termine, per lasciare il posto ad una nuova, ancora sconosciuta: un amore che finisce, la perdita di un lavoro fisso o di una persona cara o, ancora, quando ci sentiamo angosciati, depressi,  frustrati, e sentiamo che si è spenta la gioia dentro di noi, per poi, inaspettatamente, vedere riaccedersi la luce, con o senza motivo, e “rinascere” più forti.

Di fronte a questi eventi, ci troviamo davanti ad una “piccola morte”: muore una parte di noi e non abbiamo alcuna certezza su cosa accadrà poi. La nostra vita è un lungo susseguirsi di morti e rinascite, che sperimentiamo ogni giorno.

Nel “Libro Tibetano dei morti”, la pratica del Bardo è una recita al morente mentre si trova nello stato di Bardo; tuttavia, se si pensa alla morte non solo come a qualcosa che accade in un preciso momento della vita per porre fine alla stessa, ma come qualcosa che ci accade ogni giorno, ci si rende conto che questo antico testo tibetano è, soprattutto, un libro per i vivi.

Spesso i cambiamenti richiedono un atto di coraggio: la pratica del Bardo insegna a viverli con forza, libertà e determinazione, ad operare ogni scelta con sicurezza e consapevolezza, senza subire gli eventi e senza essere sopraffatti dai dubbi, ad aprirci senza timore a nuove possibilità. La pratica del Bardo, dunque, ci insegna ad affrontare senza paura il viaggio della vita.

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A chi si rivolge. Per il suo contenuto universalmente utile, la pratica della meditazione sul Bardo è adatta a tutti ed è molto efficace in momenti di passaggio importante, matrimoni, separazioni, lutti, traslochi, cambiamente di vita importanti, difficoltà a effettuare una qualsiasi scelta.

Quando. Domenica 24 gennaio, 21 febbraio, 20 marzo, 9 aprile, 14 maggio, 12 giugno 2016, dalle 14,30 alle 17,30

Dove. Il workshop si svolgerà all’interno della sala pratica di NULAB Academy presso CentroNU, in Via Renato Serra 3 a Rho (MI). Trovi QUI le indicazioni per raggiungerci.

Abbigliamento. Ti raccomandiamo di indossare abbigliamento comodo e a strati, possibilmente chiaro. Ti chiediamo inoltre di portare con te un taccuino per gli appunti, una benda per gli occhi e un indumento (maglia, plaid, pashmina, coperta…) nel quale ti senti a tuo agio, come a “a casa”.

Quanto costa. Il contributo richiesto per la partecipazione è di 55 euro per l’intera giornata (30 per i soci NULAB e tesserati ASI in possesso della tessera associativa 2016) e include la tessera associativa annuale valida per tutto il 2016.

Attestato di frequenza. Il workshop fa parte del corso di formazione per Insegnanti di Yoga e Counselor di NULAB Academy. Su richiesta, per tutti i partecipanti, anche se non iscritti a NULAB Academy, è possibile ottenere un attestato di frequenza in funzione di crediti di formazione e di formazione continua. Il contributo richiesto per l’attestato è di 15 euro.

Per iscriverti clicca QUI. Sarai re-indirizzato alla pagina dei pagamenti, dove potrai scegliere se desideri inviarci il contributo tramite bonifico o effettuare il pagamento sicuro via paypal con carta di credito. Nella causale, inserisci “Saldo Workshop Bardo del ….”. Puoi scegliere di effettuare il pagamento per intero o inviare un acconto pari alla metà del contributo previsto per questo seminario.

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