IL TAO E LA KUNDALINI NEL MASSAGGIO TAOISTA

IL TAO E LA KUNDALINI

Un binomio inusuale, un ponte tra Cina e India nella tecnica del massaggio taoista.

Quando appoggio le mani alla fine della colonna vertebrale, là dove i lombi incontrano l ‘osso sacro, penso che nessun nome risulti più appropriato. Quella zona del corpo è davvero sacra perché è  proprio lì che si trova il “nodo energetico” più potente, quello che nella tradizione dello Yoga è conosciuto anche con il nome di Kundalini, rappresentata come un serpente addormentato e raccolto su se stesso. Ma, sempre restando in tema di fisiologia sottile (astratta, per noi occidentali), l’energia di Kundalini deve  essere fluida, sciolta, così che la vitalità che esprime possa scorrere in modo armonico e attivarsi lungo tutti i meridiani, giungendo così a dipanare i nodi energetici e le contratture muscolari. Ciò permette anche, in seconda battuta, alla nostra mente (che è collegata ad ogni punto del corpo) di essere più libera da vincoli e attiva nello sgretolare i numerosi blocchi che, a lungo andare, si manifestano in una tensione cronicizzata nel corpo e nella postura. Amo molto il Massaggio Taoista, perché mi permette di produrre manualità avvolgenti e profonde, di entrare in contatto diretto e immediato con la persona che tratto e questo mi permette di lavorare in piena sintonia, seguendo il suo stesos ritmo. Si tratta infatti di  un “tatto cosciente”, attraverso il quale è possibile stimolare le strutture e liberare il corpo dalle tossine. E lì dove c’è squilibrio, disarmonia, eccesso di Yin o di Yang, stagnazione energetica, si riesce a ristabilire un buon equilibrio, percepibile fin dal primo trattamento su tutti i livelli dell’essere umano.

Anna