MEDITAZIONE E MENTE ALTRUISTICA NELLA VISIONE BUDDISTA

MEDITAZIONE E MENTE ALTRUISTICA

COMPASSIONE E AMOREVOLEZZA NELLA VISIONE BUDDISTA

INCONTRO CON IL VENERABILE KHEN RIMPOCHE THUPTEN TENZIN

Abate del Monastero Tantrico Gyuto di Dharamsala

Karuna e Metta sono i due termini con cui, in antica lingua pali, si identificano la compassione e l’amorevole gentilezza, veri e propri fulcri attorno ai quali si dipana la pratica meditativa (e attiva) della tradizione buddista, insieme a mudita e upekkha, ossia goia empatica ed equanimità.

 

I quattro stati sublimi

Definiti “i quattro stati sublimi”, ossia stati d’animo positivi che possono essere ottenuti per mezzo della meditazione. La tradizione buddista, come nessun’altra, si occupa degli aspetti concreti della mente in funzione della realtà che ci circonda quotidianamente.  Il buddismo, infatti, coltiva la presenza consapevole alle cose del mondo, alla quotidianità, lungi dal concentrarsi sulle questioni ascetiche che, semmai, riguardano pochi individui desiderosi di ritirarsi a vita da reclusi.

La meditazione e le neuroscienze

Prova ne sia il continuo viaggiare di molti monaci di varia caratura e formazione, che non è diretto esclusivamente a far conoscere questa cultura e le vicissitudini del popolo tibetano in tutto il mondo ma, semmai, a imparare dalle altre culture, al confronto. Noti sono infatti i dati che scaturiscono dalle numerose (e reiterate nel tempo) collaborazioni tra monaci buddisti e scienziati di tutto il mondo che ancora oggi cooperano in molte ricerche nel campo delle neuroscienze per approfondire la conoscenza del maccanismi della mente umana e i loro effetti sulle funzioni fisiologiche dell’organismo umano.

Compassione come forma di allenamento mentale

Nell’accezione buddista, il termine “compassione” non è nutrire un semplice sentimento di pietà verso l’altro, non si tratta di provare un’emozione ma una vera e propria disposizione mentale da coltivare. Scrive il Dalai Lama nel libro Il Sutra del Cuore (Sperling e Kupfer, 2008):

Secondo il buddismo, la compassione è un’aspirazione, uno stato mentale, è volere che gli altri siano libera dalla sofferenza. Non è una questione passiva -non è solo empatia- ma un altruismo empatico che lotta attivamente per liberare gli altri dalla sofferenza. La compassione autentica deve includere sia saggezza che amorevole gentilezza. In sostanza, occorre comprendere la natura della sofferenza dalla quale desideriamo liberare gli altri (questa è saggezza) ed è necessario calarsi nell’esperienza di una intimità e di una empatia profonda con gli altri esseri senzienti (questa è amorevole gentilezza

Amorevole gentilezza: Compassione in azione

L’amorevole gentilezza è la menifestazione stessa della compassione: il pensiero e l’azione rivolti all’altro. Una vera e propria attitudine di benevolenza verso tutti gli esseri, libera dai condizionamenti dell’ego e dagli attaccamenti egoistici. Questa non è una pratica da eseguire in tempi e spazi precisi, ma un allenamento costante nelle cose quotidiane, in ogni interazione con qualsiasi essere, indipendentemente che ne condividiamo idee, cultura, razza, sesso, età. Ancora le parole del Dalai Lama:

La mia religione è molto semplice. Non necessita di templi, né di complicate filosofie. il nostro cervello, il nostro cuore sono il tempio. E la filosofia è la gentilezza

Biografia del Venerabile Khen Rimpoche Thupten Tenzin – Lama Umze

Il Venerabile Geshe Thupten Tenzin è nato nel villaggio di Dankhar, situato a 4000 m. sulle montagne himalayane nella valle dello Spiti, che faceva parte dello stato del Tibet e che è ora sotto il governo indiano. All’età di 8 anni ha preso i voti da monaco e successivamente ha compiuto e completato gli studi in Psicologia, Filosofia Buddhista, Dibattito, Metafisica e Disciplina monastica nel prestigioso Monastero di Ganden Shartse nel sud dell’India. Dopo il conseguimento del diploma di laurea come Geshe Larampa, ha perfezionato la sua preparazione presso il Monastero tantrico di Gyuto a Dharamsala, nel nord dell’India, di cui oggi è abate. Nel 1996 viene inviato in Europa assieme a un gruppo di altri monaci con la missione di raccogliere fondi per la costruzione di un nuovo Monastero nel sud dell’India. In Italia, entra in contatto con diversi Centri di Cultura Tibetana che gli chiedono di rimanere come Professore e Maestro di culto. Da allora il Venerabile Geshe Thupten Tenzin ha trascorso molto del suo tempo a insegnare Filosofia Buddista Tibetana in diversi Centri in Italia e nel Mondo, finché  S.S. il Dalai Lama lo ha chiamato a ricoprire la carica di Abate del Collegio Tantrico di Gyuto, a Dharamsala, dove attualmente risiede, con il nome di Khen Rimpoche Thupten Tenzin.

Per partecipare

Questo è un prezioso incontro esperienziale. Se desideri partecipare, affrettati a prenotare poiché i posti in sala sono limitati. Il controbuto che ti chiediamo è quello di un’offerta libera che però abbia un valore minimo di 20 euro. L’intera somma raccolta, infatti, sarà donata al Venerabile Khen Rimpoche Thupten Tenzin per la costruzione di scuole-monasteri nel Sud dell’India che hanno lo scopo di alfabetizzare anche i bambini più indigenti che altrimenti non potrebbero permettersi di frequentare nessuna scuola e di mantenere viva una cultura così preziosa per tutta l’umanità come è quella buddista.

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Per partecipare, clicca sul pulsante qui sotto e, nel prenotarti, versa il tuo contributo tramite paypal o carta di credito. Nella causale, inserisci il tuo nome e cognome o i nomi e cognomi delle persone per le quali stai prenotando seguito  dalla dicitura “prenotazione incontro con il Geshe 2018”. Una volta effettuato il versamento, inviaci cortesemente una email con tutti i dettagli così da assicurarti l’evvenuta prenotazione.

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