Yoga e Vita: L’Amore, a prescindere

Yoga e Vita: L’Amore, a prescindere

Le Vie dello Yoga conducono alla comprensione dell’Amore, a patto di saperlo vedere, quando ci appare davanti agli occhi.

In ventinove anni di vita, di incontri, di scontri, di esperienze, di amori, di risate e lacrime ho costruito muri, muretti, recinzioni, involucri e scrigni a protezione del cuore e del mio sentire.
Poi ho cercato di superarli, abbassarli, smussarli durante pratiche di yoga. Sono passata attraverso respiri, visualizzazioni, sudore, fatica, tremori, aspettative e delusioni.
E dopo… be’, dopo sono diventata mamma: ogni singola cellula di protezione si è sgretolata, il mio sentire è diventato enorme e il mio nucleo, il mio cuore, la mia essenza più profonda ora è completamente esposta.
Non è accaduto subito, all’improvviso: prima sono stata travolta dalla novità, circondata da parenti, pannolini, montata lattea, lacrime, pianti incomprensibili e altrettanto inconsolabili, subissata da consigli non richiesti e in attesa di supporti mai arrivati.
Ma il corpo e l’animo umano sono predisposti a sopravvivere al cambiamento. Così, uscita dal vorticoso tunnel ormonale, ho osservato tutto il nuovo che mi circonda e, minuto dopo minuto, ho realizzato che quel piccolo esserino mi aveva già “fregata” o meglio, conquistata.

È riuscito, apparentemente senza far nulla, a raggiungere e a insediarsi nella parte più tenera della mia essenza di individuo umano: il mio cuore.
È nato attraverso me, diventando il mio “tallone d’Achille” e facendomi comprendere davvero il significato della parola Amore.

È l’Amore, a prescindere. A prescindere se di notte mi fa dormire o si sveglia mille volte, se urla o se sorride, se è tranquillo o mi fa impazzire, a prescindere dai cambiamenti che il mio corpo ha subito.

E ripenso a quante cose ho fatto, quanti atteggiamenti ho sostenuto, quante scelte ho messo in atto, anche solo iniziato, per far contenti i miei genitori, e quante altre cose non ho fatto per paura di deluderli o di perdere il loro affetto.

Adesso so che è fisiologicamente impossibile, qualsiasi emozione o giudizio susciti un figlio o una sua azione, rimarrà a prescindere il punto debole (che è poi il punto di forza, la leva per il cambiamento e l’evoluzione) del suo genitore. A prescindere, resta l’Amore.

Siamo predisposti per amare, a prescindere. E mio figlio, ponte di unione tra tanti anni di pratica in aula e la Vita “qua fuori”, me lo ha dimostrato chiaramente. Senza la pratica lo avrei amato allo stesso modo ma, forse, non ne sarei stata consapevole.

Namastè

Serena

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